Calcio e i suoi benefici

Il calcio è lo sport più bello del mondo

Calcio, calcio, calcio. Chissà quante volte avremo sentito queste parole, chissà perché ogni bambino è affascinato nel vedere un pallone, chissà quante volte abbiamo desiderato di prenderci una pausa e dare due calci ad una palla, insieme agli amici di sempre.

Il calcio è lo sport più conosciuto e praticato al mondo. Sia a livello professionistico che amatoriale, il calcio è entrato a far parte della vita di tutti noi, nessuno escluso.

Al calcio spesso abbiniamo ricordi indelebili della nostra vita, spesso concilianti vittorie epiche, come i mondiali del 1982 e del 2006, che hanno caratterizzato due generazioni diverse.

Le origini del calcio

Nell’antichità, ci sono state varie forme primitive del calcio. Diverse culture e tradizioni hanno contribuito alla nascita di questo sport. Dal Giappone alla Grecia, passando per l’Italia, arrivando fino alla Gran Bretagna.

All’Università di Cambridge, nel 1848, vennero stilate le prime regole basi del gioco. A Sheffield invece, nel 1857, fu fondata la prima squadra di calcio. Dopo il successo britannico, fu esportato in tutta Europa, fino ad arrivare in Oceania e Sud America, grazie agli emigranti inglesi.

Nel 1904, vista l’enorme diffusione della passione calcistica, fu istituita la FIFA, Federation Internationale de Football Association, a cui si affiliarono le varie Federazioni nate nel frattempo.

 

Valori e principi nel calcio

“Il Codice Europeo di Etica Sportiva presuppone sia il diritto dei bambini e dei giovani a praticare uno sport e a trarne soddisfazione, sia le responsabilità delle istituzioni e degli adulti nel promuovere il Fair Play e nel garantire che questi diritti vengano rispettati”.

Fatta questa premessa, si riscontra che in Italia ci sono oltre 7 mila scuole calcio, quasi quante le scuole secondarie di primo grado.

Questo perché anche nell’angolo più nascosto del mondo, i bambini nascono con la passione del pallone.

 Chi da piccolo non hai mai dato un calcio ad una palla?

Nessuno può negare che il calcio sia lo sport più amato. Ti fa sognare, sognare di diventare un grande campione, indossare la maglia della squadra del cuore, la fascia da capitano ed i sogni sono l’essenza dell’infanzia e dell’adolescenza.

Le partite sotto casa, le partite sui prati, con l’odore dell’erba e la compagnia degli amici o come le partite sulla sabbia, durante il periodo estivo.

Ma il calcio non è solo un gioco, ha dei valori che lo rappresentano: onestà, lealtà, correttezza, coraggio, tenacia, senso dell’appartenenza, rispetto per l’avversario e spirito di sacrificio.

Codice etico del calcio

L’attività calcistica giovanile viene regolata tenendo conto presente, in maniera prioritaria, quanto riportato dalla “Carta dei diritti dei bambini” (New York – Convenzione sui Diritti del Fanciullo del 20/11/1989) e dalla “Carta dei diritti dei ragazzi allo Sport” (Ginevra 1992 – Commissione Tempo Libero O.N.U.) ai quali si deve guardare con particolare attenzione, in modo che ad ogni bambino e bambina siano assicurati:

  • IL DIRITTO DI DIVERTIRSI E GIOCARE;
  • IL DIRITTO DI FARE SPORT;
  • IL DIRITTO DI BENEFICIARE DI UN AMBIENTE SANO;
  • IL DIRITTO DI ESSERE CIRCONDATI ED ALLENATI DA PERSONE COMPETENTI;
  • IL DIRITTO DI SEGUIRE ALLENAMENTI ADEGUATI AI LORO RITMI;
  • IL DIRITTO DI MISURARSI CON I GIOVANI CHE ABBIANO LE LORO STESSE POSSIBILITÀ’ DI SUCCESSO;
  • IL DIRITTO A PARTECIPARE A COMPETIZIONI ADEGUATE ALLA LORO ETA’;
  • IL DIRITTO DI PRATICARE SPORT IN ASSOLUTA SICUREZZA;
  • IL DIRITTO DI AVERE I GIUSTI TEMPI DI RIPOSO;
  • IL DIRITTO DI NON ESSERE UN “CAMPIONE”.

Questo codice etico rappresenta l’impegno per stabilire regole chiare di comportamento nella ricerca di valori positivi nello sport giovanile.

Con la collaborazione delle parti interessate nella formazione e nella preparazione dell’atleta, come la famiglia, i dirigenti, gli allenatori e i giudici di gara, debbano avere un solo obiettivo: quello di formare giovani calciatori, ma soprattutto persone, contribuendo alla loro crescita professionale, umana e individuale.

La vera vittoria consiste nel formare la coscienza e la conoscenza, propria e altrui, nel settore agonistico e soprattutto nel settore giovanile e ricordare che gli atleti devono praticare il gioco del calcio per divertirsi e per “fare gruppo” con gli altri giovani, eliminando qualunque forma di discriminazione.

 

“La forza del lupo è il branco, la forza del branco è il lupo”, soprattutto nel calcio

Squadra e gruppo, non sono la stessa cosa e non vanno confusi. Il gruppo è l’elemento alla base della squadra. Il gruppo si forma svolgendo un’attività in comune.

Nel gruppo ogni giocatore ha dei ruoli, ma non ben delineati e assoluti, il gruppo è un’entità propria, la sua caratteristica non deriva dalla somma delle caratteristiche degli individui che compongono il gruppo, ma bisogna ricercarla nelle dinamiche che si creano al suo interno.

Caratterizza una squadra rispetto ad un gruppo i ruoli, che sono più definiti in funzione del tipo di gioco che si vuole fare. Un giocatore dovrà sempre rispettare le disposizioni del mister anche quando sono in contrasto con le proprie convinzioni.

L’allenatore e lo spirito di una squadra di calcio

Le testimonianze, sull’importanza del gruppo nel calcio e non solo, di due allenatori italiani, che ci fecero gioire, in anni diversi: Enzo Bearzot e Marcello Lippi.

Le parole di Bearzot, negli spogliatoi, dopo la partita con il Camerun, nei Mondiali di Spagna del 1982.

“Ragazzi, credo di aver messo in campo la squadra migliore. Penso che gli schemi provati e riprovati in allenamento siano i migliori oggi praticabili. Sono anche convinto che in quest’occasione nessuno di voi abbia giocato da campione qual è.

Nessuno ha saputo tirar fuori ciò che ha dentro, le qualità che ha e per le quali ho scelto di farlo giocare come titolare. Siete dei campioni, ma non riuscite a dimostrarlo. State giocando undici partite individuali, anziché giocare una partita sola tutti insieme.

E così facendo nessuno di voi riesce a dare il meglio di sé e non riuscite neanche a stimolare gli altri a fare altrettanto. Per la prossima partita, io non farò grandi cambiamenti.

Sta a voi farli. Sta a voi cercare nel vostro intimo la capacità di esprimere quello che avete. Sta a voi dimostrare di essere dei veri campioni. E potete farlo solo giocando non per voi stessi, ma l’uno per l’altro”».

Stesso spirito, stessa tenacia nelle parole di Lippi, dopo la vittoria nel Mondiale del 2006, disputato in Germania.

“Ho sempre pensato che una squadra non possa essere composta da due o tre giocatori che ti fanno vincere due o tre partite.

Per vincere un campionato del mondo è determinante che quello più bravo non si senta il più bravo. Ma che siano altri a considerarlo il più capace, perché solo allora si metteranno, naturalmente, al suo servizio. E questo avviene se il più talentuoso non pretende che gli altri lo considerino tale.

Per realizzare la continuità è fondamentale il ruolo del gruppo ed è essenziale la complicità fra tutti i giocatori. È determinante che ciascun calciatore pensi: “Io mi metto a disposizione di tutti”, e non “Voglio tutti a mia disposizione”.

Noi abbiamo vinto i Mondiali come squadra e non perché fossimo i più forti in assoluto. Ho avuto la fortuna di avere dei giocatori fantastici che hanno compreso, esaltato ed oggettivato il concetto di “gruppo”.

I benefici del calcio

Il calcio è uno sport adatto per i bambini?

Come ogni altra attività sportiva, presenta dei benefici e degli aspetti negativi, che vanno valutati durante il processo di scelta.

Il fattore età è da tener bene in conto

A tre anni è troppo presto per scendere in campo e palleggiare, non si possiedono ancora le abilità di coordinazione e percezione del corpo, necessarie per poter prendere parte ad un gioco così complesso.

L’età migliore per iniziare è di sei anni, quando lo sviluppo del corpo e di queste abilità è già più affinato.

Il calcio è uno sport molto avvincente, che si inizia per divertimento e che molto spesso sviluppa una passione così forte da accompagnare un individuo per una vita intera.

Come il calcio aiuta a crescere

Questo è senza dubbio un grosso punto a suo favore: abituarsi già dalla più tenera età ad un’attività fisica regolare è importante per evitare di sviluppare patologie tipiche di uno stile di vita sedentario come obesità, problemi alle ossa e disturbi cardiaci.

Oltre a questo vantaggio nel lungo periodo, il calcio è anche un grande alleato per la crescita dei bambini: potenzia e rinvigorisce i muscoli, fortifica il cuore e permette di sviluppare una buona resistenza alla fatica.

Ma non è solo il corpo a trarre benefici da questa disciplina.

Essendo uno sport di squadra, infatti, il calcio favorisce la socializzazione con i pari, importantissima per i bambini, aiutando a sviluppare concetti come condivisione, collaborazione e rispetto.

È inoltre un grande alleato nella costruzione di una solida autostima. 

Aiuta ad aumentare la fiducia in sé stessi e nei propri mezzi e imparare ad accettare le sconfitte: grazie al supporto della squadra si impara a vivere il fallimento come parte della vita, e a superarlo con positività.

Oltre a questi importanti benefici, esistono però anche degli aspetti negativi, da tenere in considerazione prima di portare il proprio bambino ad allenarsi.

Il possibile rischio di infortuni nel calcio

In campo il contatto fisico è all’ordine del giorno, e può capitare che gli scontri finiscano con una caviglia slogata o un braccio rotto.

Inoltre, alcune articolazioni e fasce muscolari vengono sollecitate a volte più del dovuto, facilitando stiramenti e altri tipi di disturbi ossei.

Per scongiurare questi pericoli è importante seguire una preparazione atletica scrupolosa e giocare su terreni adatti, anche se a volte nemmeno questi accorgimenti sembrano bastare.

Tenendo presente questo quadro generale di pro e contro, sta poi al genitore, e ai bambini,  capire se il calcio possa essere o meno lo sport giusto o se, al contrario, sia meglio puntare su altre discipline.

Differenze tra Calcio, Calcio a 5 e Calcio a 8

Il calcio a 5 si differenzia dal calcio non per le regole basilari, ma per le dimensioni del campo e del numero dei giocatori.

Le due squadre schierano 5 giocatori ciascuna, le partite durano 60 minuti e si disputano due tempi di 30 minuti effettivi.

Non vi è fuorigioco, le rimesse laterali si battono con i piedi ed è possibile operare sostituzioni senza limiti. Inoltre, le squadre hanno a disposizione un time out a tempo, da un minuto.

Diversa è anche la gestione dei falli.

Le infrazioni sono le stesse del calcio, ma come nel basket, dal sesto fallo commesso in un solo tempo, viene accordato un tiro libero.

Le partite si svolgono su campi di dimensioni ridotte a quello del calcio, usando anche porte e palloni anch’essi più piccoli.

Il calcio a 8 o calciotto, è un misto tra calcio e calcio a 5.

Anche in questo caso le differenze principali sono la durata dei tempi, da 25 minuti ciascuno, le dimensioni del campo e del pallone.

Il calcio è vita

Non basterebbero infinite pagine per descrivere l’emozioni e le sensazioni che si provano nel giocare a calcio.

A prescindere dal risultato, anche se vincere fa sempre bene ed esultare per un goal è indescrivibile, la condivisione di momenti con i nostri compagni, riuscire ad arrivare ad un obiettivo attraverso lo spirito di squadra, sono elementi fondanti per vivere una vita felice, fatta di passione e sacrificio, ma che spesso sa regalare gioie uniche.

Pasqua Marymount

Pasqua 2020. Auguri!

Cari membri della Comunità Marymount,

così come Papa Francesco qualche giorno fa è entrato nelle case di tutti noi, anticipando la Settimana Santa e arrivando al cuore di ognuno con saggezza, tenerezza e umiltà, anche noi vogliamo far arrivare a voi, alle vostre famiglie, ai vostri cari il nostro augurio più sincero per questa Pasqua insolita. E’ un momento difficile per tutti, difficilissimo per alcuni. Lasciamo che dal silenzio delle nostre città, l’amore di Dio senza limiti ci dia la forza ed il coraggio per remare insieme. Siamo ora tutti nella stessa barca.

“Anche se siamo isolati il pensiero e lo spirito possono andare lontano con la creatività dell’amore…In Gesù risorto la vita ha vinto la morte e questa fede Pasquale nutre la nostra speranza, la speranza di un tempo migliore in cui essere migliori noi, finalmente liberi dal male e da questa pandemia. E’ una speranza, la speranza non delude, non è un’illusione… è una speranza!” (Papa Francesco)

 

Dear  Marymount Community,

 

just as Pope Francis a few days ago entered our homes, anticipating Holy Week and reaching everyone’s heart with wisdom, tenderness and humbleness, we too want to send to you, your families, and your loved ones our most sincere wishes for this unusual Easter. It is a difficult moment for everyone, very difficult for some. From the silence of our cities we let  the boundless love of God  give us the strength and courage to row  together from inside the same boat on which we find ourselves now.

“Even if we are isolated, the thought and the spirit can go far with the creativity of love. In the risen Jesus,  life won on death and this Easter our faith  nurtures our hope, the hope of a better time to come  in which we become better, finally free from pain and from this pandemic. It’s hope, hope does not disappoint, it is not an illusion … it is hope! ” (Papa Francesco)

 

SOSPENSIONE ATTIVITA’

AVVISO IMPORTANTE

Come da aggiornamento al DPCM del 4 marzo 2020 e succcessive disposizioni di legge tutte le ATTIVITA’ didattiche e quelle pomeridiane SONO SOSPESE. 

 

Fase nazionale Csen a Forlì

Fascia d’argento per le nostre piccole ginnaste che hanno dimostrato grinta talento e carattere. Tanto sacrificio e serietà sono stati ripagati con un bel successo!
 

In vista dei Campionati CSEN

Giulia, Sissi e Tea si stanno preparando per la fase nazionale del Campionato di Ginnastica Ritmica CSEN che si terrà a Forlì il 24 maggio.
Dopo l’oro nella fase Regionale, sono cariche ed emozionate!
Forza bimbe!! in bocca al lupo!!!

Grande esordio per le nostre “Farfalline”!

Bravissime le nostre piccole grandi  ginnaste dell’ASD Marymount.  Sabato 6 Aprile Giulia Giansanti, Elisabetta Luzi e Tea Caterina Rossi sono state impegnate nella loro prima gara nel campionato regionale CSEN a Paliano. Impegno, serietà, disciplina e dedizione hanno portato alla conquista della medaglia D’ORO!!!!

Tanta emozione, un pò di paura ma una resa super!!! Momenti importanti di condivisione che ricorderanno per sempre!!!!

Hanno dimostrato tanta maturità e passione nonostante la loro giovane età, 7 e 8 anni! Bravissime! We are all very proud of you!

E ora ci prepariamo per la fase Nazionale a Maggio a Forlì!!!! Stay tuned! W le farfalline!!!!

 

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